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venerdì 24 novembre 2017

INVESTIRE A BRATISLAVA

Da quando ci siamo trasferiti a Bratislava, quasi un anno, e abbiamo lasciato il nostro nido a Badalona sto cercando una Opportunità d'investimento. Fare un buon investimento vuol dire comprare qualcosa a un prezzo, e assicurarti che il il valore di questa aumenti in futuro.
A Badalona ci andò veramente bene. Erano altri tempi, nel 2013 il mercato immobiliare Spagnolo era ai suoi minimi, e le banche mendicavano i loro prodotti. Nessuno comprava più niente, ne turisti ne locali. Insomma, chiamatela fortuna, chiamatela astuzia, ma fu cosi che fuori dalla citta riusci a trovare un appartamento niente male - da restaurare si- ma ad un ottimo prezzo e che oggi, dopo quattro anni vale quasi il doppio.
A Bratislava, arriviamo tardi. Premeto che nel 2013 anche a Bratislava i prezzi erano diminuiti; una enorme quantita di aziende internazionali, con la crisi si didero una bella calmata anche in questi mercati, che da vent’ anni si preparano ad essere il motore dell’economia europea; sempre che ci sia un europa in futuro. Per darvi un idea nel 2002 i prezzi medi al mq a Bratislava erano di 779 euro, nel 2008, 1972€,  per un paese che ha una media di stipendi netti di circa 800 euro al mese, è una cifra enorme. Nel 2013 i prezzi medi erano diminuiti fino a 1.660 euro al mq, una discesa debole rispetto a quanto avvenuto in altri paesi europei, e oggi sono tornati a 1800. Partendo dall’idea che secondo me una casa non può costare più di quattro al massimo cinque volte quanto chi l’acquista è in grado di guadagnare in un anno. Noi qui a Bratislava abbiamo perso l’ occasione, ci siamo mossi tardi. E poi non tutti devono farsi un mutuo e comprare casa, affittiamo e fine della storia. Eppure parlando con chiunque in Bratislava si ha l’ impressione che stiamo facendo uno sbaglio e che i prezzi continueranno a crescere per sempre. Gli Slovacchi hanno una delle percentuali di Proprietà per famiglia tra le più alte in Europa, pari al 92%. Vuol dire che in Slovacchia nove famiglie su dieci abitano in una casa di loro proprietà.
Lasciate che vi spieghi. Innanzitutto voglio ringraziare la Slovacchia e particolarmente Bratislava per averci dato questa Opportunità di tornare a lavorare, senza problemi. Dopo un anno sabbatico e inconcludente, da provetti imprenditori in Sardegna, è bello tornare a lavorare. Qui c’e’ lavoro per tutti! anzi non ci sono abbastanza lavoratori, e forse non ci sono imprenditori.
Gli stipendi sono quelli che sono, e indubbiamente al di fuori della Slovacchia e della Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e gli altri paesi dell’ est, siamo praticamente, poverissimi. Pero finche stai qui, gli stipendi, almeno quelli che un lavoratore qualificato riesce a percepire sono piu che suficienti per garantire: l' affitto di un appartmento decente ( meglio se si è in due, soli è realmente dura), diverse uscite o break il fine settimana o un paio di vacanze l’anno, e mettere anche qualcosa da parte. Tutta altra storia racconterebbero gli Slovacchi “non qualificati”. Qui un inserviente scolastico guadagna 400 euro al mese, un autista circa 700 spesso lavorando 12 ore al giorno. Pero diciamo che per chi rappresenta il motore dell’economia slovacca, le banche sarebbero disposte a finanziare una casa fino a 150.000 euro, senza problemi. Con quei soldi qui compri un appartamento riformato di 70 mq, due stanze, due balconi e a venti minuti dal centro della città. Voi dirette, ma i prezzi medi al mq non erano di circa 1500 euro? Be’ si, ma la media include i prezzi di un enorme area, che va ben oltre il centro di Bratislava, qui infatti le citta’ sono molto estese, e il prezzo aumenta esponenzialmente quando vuoi stare vicino al centro.
Insomma diciamo che oggi compreremo un bell’ appartamento, sarebbe davvero un buon investimento?
Per capirlo dobbiamo analizzare le cause principali di questo boom economico e dell’ aumento dei prezzi che ripeto non è equalmente difuso in tutto il paese, ma ben diversi sono i prezzi e gli stipendi di Bratislava con quelli delle citta poco lontane. Le causa principale dietro il boom economico slovacco sono le grandi corporazioni. Qui aziende come Amazon, IBM, JCI, Henkel, si sono trasferite a partire dal 2003 con un unico obbiettivo a loro molto caro: ridurre i costi per aumentare i profitti. Se si considera infatti che gli stipendi costano meno della meta di quanto costerebbero da qualunque altra parte in europa; che gli Slovacchi sono ottimi lavoratori, ben qualificati e in grado quasi sempre di parlare un altra lingua europea oltre l’inglese; e che la tassazione sui profitti è inferiore alla media europea; abbiamo elementi sufficienti per convincere qualunque azionista che, spostarsi a Bratislava per la sua azienda sia un ottima mossa.
Ecco quindi che con tante aziende che impiegano a tempo indeterminato migliaia di persone, chiunque può permettersi un mutuo, un’ auto più grande, una cena fuori e tutte le attività correlate iniziano a crescere. Con gli stipendi arrivano le Banche, che offrono degli ottimi vantaggi (spesso limitati al massimo ai primi tre anni), la gente compra anche cio che non si puo permettere e le aziende diventano il pilastro dell’ economia. L’indotto generato da queste aziende garantisce “il benessere” generale della nazione. Insomma siamo tutti piu ottimisti, e pensiamo che i prezzi delle cose che noi compriamo oggi varranno di piu anche domani, e se non posso comprarlo con quanto ho a disposizione, ho sempre la Banca che mi sorride al mio fianco e mi da fiducia sul nuovo acquisto e sul suo valore in futuro.
Il risultato? Il debito privato in Slovacchia ammonta al 120% del prodotto interno lordo. Un po quello che succede in Italia con il debito pubblico. Qui il debito pubblico è bassissimo. Infatti Il governo Slovacco si assicura ottimi ingressi grazie a una tassazione sul redditto superiore all’ Italia, e a servizi pubblici che vanno dall’ inesistente allo scarso. I marciapiedi e le strade sono in uno stato primitivo, l’ illuminazione pubblica è quasi inesistente, e i servizi statali basici sono sempre organizzati attraverso società private a partecipazione statale. Parliamo di salute per esempio: L’assicurazione sulla salute è obbligatoria, nel senso che tu non puoi stare in Slovacchia senza averne una. Lo stato ti obbliga ad assicurarti altrimenti non può offrirti delle cure. Dal momento in cui sei assunto, l’assicurazione te la paga il datore di lavoro, quando sei disoccupato te la paga lo stato. Qualora pero dovessi trovarti senza una assicurazione per un lungo periodo, perche magari sei andato via dalla Slovacchia, perchè hai lavorato senza assicurazione, o per qualunque altro motivo, lo stato per reintegrarti nel sistema assicurativo vuole che paghi il tuo debito. Il risultato c’ è un enorme quantità di persone povere, realmente povere, che non riescono più a pagare i debiti con lo stato, e quindi non avendo una assicurazione non possono lavorare. Insomma lo stato slovacco farebbe di tutto per assicurarsi conti pubblici in ordine (il debito è circa il 50% del PIL), allo stesso tempo sono i privati a doversi indebitare per ottenere dei servizi.
Cosa succedera quando le aziende vorranno aumentare ulteriormente i loro profitti e decideranno di spostarsi nei paesi ancora più economici? O quando i privati non riusciranno più a coprire i propri debiti e lo stato dovrà iniziare a indebitarsi o ad aumentare la tassazione per garantire dei servizi che fino ad ora non si preoccupa di coprire ?(salute pubblica). Cosi come velocemente si sale in alto altre tanto velocemente si scende. Le aziende si sposterano, le banche non avranno piu a che offrire i mutui e a chi gli avvranno gia offerti non saranno magari in grado di pagare, tutto torna al proprio posto, e anche i prezzi torneranno a rispechiare la economia reale di questo paese.

lunedì 25 maggio 2015

IL VECCHIO E IL BAMBINO

L’allungamento della vita ha portato i vari governi dei paesi occidentali a produrre una serie di riforme che spostano l’eta’ minima pensionabile in avanti di qualche anno. In Italia le varie riforme, da Dini a Fornero, sono state tipicamente accompagnate  da un orda di proteste, e dalla poca chiarezza di informazione, che contradistinguono il bel Paese dalle altre nazioni democratiche. Per quanto si possa polimizzare sui modi e le condizioni delle riforme di politici e governanti, questo tipo di riforme sono essenziali per il sostentamento del paese e per garantire una  redistribuzione della richezza nel tempo fra gente che lavora e gente che puo godere di una vecchiaia piu o meno agiata e di un meritato periodo di riposo. La spesa per pensioni al momento rapresenta circa il 14% del nostro PIL, contro una media OCSE del 7%. Il 28% delle persone in Italia ha piu di 65 anni,  con una speranza di vita sino a 85, mentre i vari paesi europei e occidentali hanno spesso speranza di vita di qualche anno inferiore. In Germania per esempio il 32% delle persone ha piu di 65 anni eppure la loro spesa pensionistica e del 11% del PIL. Probabilmente ci sono due fattori a rendere la Germania particolamente virtuosa anche in questo senso: innanzitutto producono piu di noi- effetto collaterale: vivere un po’ meno- con molta meno differenza fra Nord e Sud o se si vuole tra Est e Ovest, ma sopratutto la spesa pensionistica é probabilmente molto meglio distribuita. 

Da trentenne lavoratore, che contribuisce piu che sufficientemente a mantenere un sistema previdenziale attivo - per fortuna non in Italia ma in Spagna, dove, nonostante le lamentele del poppolo i rapresentanti politici hanno almeno un po’ piu di decenza (salario medio mensuale netto 3600€) – mi piace pensare che la mia vecchiaia sara’ un periodo di riposo, in cui potró dedicare il tempo a me’ stesso, e al mio riposo senza grandi pretese o scopi, un periodo in cui si gode della vita nella suá felice semplicita’. Detto questo, non riesco proprio ad immaginare una persona, che prende piu di millequattrocento euro di pensione e gli usa per costruirsi un futuro, anche perchè, innanzitutto, chi prende la pensione dovrebbe avere piu di sessantacinque anni o non dovrebbe essere in grado di svolgere un lavoro per incapacita’ fisica o mentale. Esattamente cio che non accade in Italia. Sempre ragionando per logica, non riesco a capire come fa’ la Corte Costituzionale a restituire a delle persone, per i nostri tempi, privilegiati, qualcosa di cui non hanno bisogno, anziche trovare modi per aiutare con gli stessi soldi persone che hanno problemi di indigenza. No dico, siete pazzi? A me sembra del tutto incostuzionale. E invece no, questo in Italia si puo’ fare tranquillamente: la sentenza é del tutto irrevocabile e non trova altra soluzione che non sia quella del nuovo governo (non quello che ha fatto la riforma) di doversi arrangiare come puo’ per soperire questi soldi. Cosi come in molti altri casi, in Italia, si fanno quattro passi avanti e tre indietro; sembra vogliamo assolutamente evitare che si diventi i primi della classe e si passi da carrozzone trainato dagli altri in una direzione a paese leader e pionere di nuovi modelli di societa’ in Europa e nel mondo. 

E’ triste per me pensare comunque che lo stesso paese che ha speso nel mio futuro, ora sia lo stesso paese che mi rende impossibile lavorare e produrre, o quantomeno gratificante pagare delle  tasse per garantire un futuro alle nuove generazioni e una vecchiaia agiata ai miei nonni. La soluzione per me é semplice, sembra logica e ideale per tutti: Eliminare pensioni al di sopra della media nazionale degli stipendi, Eliminare i vitalizi e privilegi , eliminare i baby pensionati. Importante ancor piú sara’ usare questi soldi per aiutare persone che vivono in poverta’ o al bordo della poverta, attualmente circa il 16% della poppolazione di cui circa il 10% in poverta’ assoluta. Complicato? In Italia si. Perche la legge non puo essere retroativa, e ci sono dei diritti acquisiti, e politici che fanno dichiarazioni solo per essere eletti e governanti corrotti e pressati dalle lobby. Minchiate! Si ragioni per una semplice logica razionale. Chi ha troppo? Chi ha troppo poco? Questo e’ l’unico segreto per far ripartire il paese! Senza una classe media possiamo arrenderci alla fuga di professionisti e lavoratori, alle imprese “Italiane” che producono all’estero, ad un paese pieno di immigrati e anziani che rovistano nella spazzatura, a una sanita’ sempre piu’ scadente e ad una scuola che ti rende sempre meno competitivo nel mondo nel lavoro, e forse ad una vita media che finalmente smettera di allungarsi riducendo cosi la spesa per pensioni. 

sabato 25 agosto 2012

La crisi siamo NOI!


Incontri qualcuno per strada, cosa ti dice? C’e’ crisi! Ormai non è un discorso Italiano, è un discorso Europeo forse mondiale, tutti ti parlano di crisi. La reazione è diversa di nazione in nazione e allo stesso modo sono le preoccupazioni delle persone: l’Italiano ne parla e si lamenta con tutti, l’ Irlandese compra la birra al supermercato, lo Slovacco si fa un mutuo per la seconda casa e lo Spagnolo? Lo Spagnolo continua a fare ciò che ha sempre fatto non pensa la cosa lo coinvolga. Una frase che accomuna più o  meno tutti: colpa dei politici!!!  Tutti dicono è colpa dei politici – ed è vero- è colpa dei parotiti e forse della democrazia che è giusta ma poco efficienti, ma ne avessi visto uno che dice ora basta mi candido io, creo un movimento unisco la forza di queste lamentele per risolvere il problema? Ben pochi capiscono esattamente quali sono le differenze, la percezione della crisi per l’uomo comune è data dall’aumento generale dei prezzi non accompagnato dall’aumento dei salari, una cosa che dagli economisti viene definite come la legge dei salari vischiosi, ossia che l’adattamento dei salari è sempre più lento rispetto all’aumento dei prezzi. Ma tutta la letteratura economica che ho letto fin ora non ha mai giustificato alcune cose ed è di questo che vorrei parlarvi. Ci sono alcune incongruenze nel mercato che dimostrano la totale irrazionalità del sistema economico europeo, alcune cose sono completamente ingiustificate, anche io come voi voglio dare la colpa ai politici, ma spesso mi accorgo che la più grande incongruenza è fatta dai singoli dai privati, che nel loro piccolo anzi che agire razionalmente e per il proprio interesse creando quella mano invisibile che porta all’equilibrio del sistema continuano a fare come se niente fosse. Per esempio, a Bratislava la benzina costa 1,70 € al litro e un pacco di caffè intorno a 4,80€. Niente male direte voi, qui la benzina è a 2€ e il caffè costa più o meno uguale. Questo  è perché voi non considerate il fatto che il Salario medio in Slovacchia nel 2011 era di 700€ al mese con minimi di 300€ nelle zone interne e massimi di 1000€ a Bratislava. Un dentista o un medico private costano sempre oltre i 50€ per meno di un ora di lavoro. Ma stiamo in Italia. Prendiamo Orroli: vuoi comprare le kinder colazione più? 10 brioche costano 32 centesimi l’una!!! Vai al mercato a comprare dei fagiolini Verdi? 1 kg è tuo per soli 3,50€ mentre lo stipendio medio è inferiore alle 500€ al mese di telefonini ultimo grido abbonda il paese, e tra gli svaghi più economici ha preso piede l’equitazione, e le macchine sportive anche di vecchia data purché di assicurazione paghino oltre le 700€ all’anno. Il prezzo delle case è lievitato oltre i 1000€ al mq, più o meno come a Barcellona,(vedi Nuraghe Arrubiu = Sagrada Familia con qualche milione di visitatori in meno) se non bastasse una giornata di lavoro di un  muratore qualificato costa quasi 150€ e non include l’aiutante. Diventa quindi impossibile per una famiglia con un redditto di 1500€ mensili, comprare casa. Se non bastasse nel versante dell’educazione è un completo fallimento della classe che doveva diplomarsi quest’anno c’è stato un solo diplomato di sesso maschile in regola con gli studi, mentre i bambini di eta’ inferiore ai 10 anni non stanno fermi neanche davanti al circo. Niente di preoccupante, in Italia dove il debito pubblico ha fatto andare di matto il differenziale fra il tasso di interesse sui Buoni Ordinari del Tesoro Tedeschi e Italiani, dove i politici finora non hanno offerto nessuna alternative valida, dove i ragazzi che non hanno voglia di studiare ora hanno sempre più difficoltà anche ad imparare un mestiere (vedi tariffe orarie di muratori), dove la banca ti da un mutuo per la casa solo se già possiedi il 10% del valore dell’imobile e hai un posto a tempo indeterminate, dove ogni azienda con più di 12 dipendenti non può licenziare nessuno se non per giusta causa, dove lavorare per una o due ore senza assicurazione e un reato, dove ci vogliono mesi per aprire un’attivita e almeno due settimane per poter essere assunto in regola, la ricchezza private delle famiglie è la nostra salvezza. Tutte le famiglie in Italia, specie qua ad Orroli, pur non avendo in conto in Banca pieno possiedono dei terreni – dove spesso e volentieri pascolano degli economici animali domestici - o delle case o hanno un familiare a carico che presto gli lascierá un po di eredita. Niente di preoccupate se questa ricchezza fosse realmente capace di produrre reddito, pensate al nostro paese, quante case quante abitazioni quanti terreni ma cosa rendono? Un definizione strettamente finanziaria ci impone di considerare un buon investimento nel momento in cui Compriamo il bene A a 1000€ e possiamo venderlo dopo un determinato tempo T ad un prezzo maggiore di 1000€ al netto del costo del denaro, cioè se prima con 1000€ ci compravo una casa ora devo riuscire a comprare una casa con gli stessi soldi. Gli immobili in realtà perdono spesso questo valore, pensate ai terreni o alle case sfitte, un domani si potranno vendere ad un prezzo più alto di quello che sono costate? E se anche fosse e con quei soldi prima si comprava cosi tanta terra oggi è davvero possibile fare altrettanto?  L’ideale sarebbe la possibilità di coordinare le forze di un piccolo paese come il nostro per un beneficio comune magari sfruttando al meglio queste risorse come le proprieta’ per esempio se tutte le terre di una determinate zona fossero messe assieme e coltivate in maniera estensiva, con vigne o ulivi, oppure se le case sfitte fossero vendute ad un prezzo adatto agli stipendi che ci sono in paese, il tenore di vita della popolazione potrebbe migliorare, la crisi potrebbe essere sconfitta! E’ in dubbio che il paese sia ricco, di beni immobili e materiali, che pero rappresentano una ricchezza che genera facilmente diseguaglianze e senza dubbio differenze tra chi sta troppo bene e chi sta troppo male. Non è solo colpa dei politici, se ci fosse un modo per metterci d' accordo la nostra forza sarebbe quello che abbiamo, ma te li vedi i sardi, te li vedi “is arrollesusu” dicendo questo io lo metto a disposizione di tutti senza guardare chi guadagna di più chi di meno? Impossibile, la crisi è la crisi della società sempre più egoista e sempre più avida, in cui ognuno di noi vuole semplicemente ciò che gli altri non possono avere. 

mercoledì 28 dicembre 2011

Come possiamo salvarci!?!

E' una domanda che mi assilla da parecchio tempo ormai: Come possiamo salvarci?
Ho 28 anni, una laurea, una fantastica famiglia, una televisione, un telefonino e logicamente uno specchio specchio delle mie brame (PC) che ogni giorno mi da risposte molto deludenti sulla mia/nostra situazione. Situazione economica, "of course", perché di salute in realtà non me ne manca, ma... Siamo in CRISI, c'è la crisi, l'europa è in Crisi, l'America è indebitata, la Germania è brava il Giappone sta fallendo, la Cina ci mangerà vivi, il Brasile, il Mexico e l'India sono la speranza per il futuro. Ma perché? No dico... mio padre, mio nonno mio zio han dovuto fare al massimo 50 km per trovare un lavoro, hanno avuto modo di farsi una famiglia e ora si avvalgono della facoltà di condividere con noi sospiri e apprensioni per un futuro cosi incerto. Cosa è cambiato? Quando si parla della Sardegna il discorso è molto semplice, una piccola isola al centro del mediterraneo a bassa densità di popolazione  con spiagge bellissime in cui il godere tranquillità e pace, oltre il 40 % della popolazione residente ha più di 50 anni... cosa ci faccio? UN HOTEL. Risultato va molto bene per quei pochi furbi che hanno l'hotel in costa Smeralda etc non cosi tanto bene a chi vuol fare qualunque altra cosa. Di cosa si vive in Sardegna infatti? di Pensioni, certo.. gli hotel non bastano mica per tutti eh...
Estendendo il discorso all' Italia il risultato è molto simile. La popolazione si distribuisce nel seguente modo: (0- 20 anni) 18% del totale si tratta per lo più di studenti, di fatto sono ragazzini senza ambizioni, senza ideali e senza nessun interesse o prospettiva per il futuro che si parcheggiano dietro un banco scuola perché bene o male c'è sempre mamma che paga. (20-40 anni) rappresentano il  26% della popolazione si dividono tra eterni studenti, saltuari lavoratori, emigrati e hard workers. Gli eterni studenti sono i classici Piter Pan, probabilmente vengono da una famiglia di ceto medio alto, per loro la vita non è cambiata molto dalle scuole elementari al dottorato tutto ciò che hanno dovuto fare e studiare, la famiglia ha pensato a tutto il resto. Per l'economia globale sono lavoratori improduttivi e poco innovativi capaci di fare solo specifiche task e con un continuo bisogno di stimoli. I saltuari lavoratori e gli emigrati sono quelli che hanno un lavoro stagionale, spesso lavorano all'estero, si accontentano del call center, lavorano in nero, o percepiscono uno stipendio cosi ridotto da dover sempre e comunque condividere casa con babbo, mamma e spesso anche nonna e cane. L'assicurazione della macchina si paga con la tredicesima della pensione della nonna, e spesso per andare a cena fuori il sabato mamma passa qualche spicciolo sotto banco. Gli ultimi son gli hard worker, il sangue d' Italia,quei cari amati che pur dir star qui hanno 3 impieghi: 8 ore nel magazzino del centro commerciale, la sera fanno corsi di Kick boxing in palestra e la notte fanno compagnia ad un anziano. Arrivano cosi a 1200 euro al mese più 500 euro in nero, economicamente stanno bene ma non chiedergli di prendersi un caffè, se si fermano e' finita. (40-65 anni) Sono il 36% della popolazione questi sono la colonna vertebrale dell' Italia senza di loro saremmo persi. Chi sono? Impiegati, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, forze dell'ordine insegnanti, e ancora muratori, barbieri, elettricisti, marmisti meccanici ecc...sono i genitori di quei ventenni senza speranze. Il loro problema e' che anziché aver sempre comprato un pesce ai propri figli avrebbero dovuto insegnarli a pescare. Anziché aver sempre voluto che i propri figli studiassero avrebbero dovuto insegnarli un lavoro, anzi che pensare che la pensione della nonna sarebbe bastata per sempre avrebbero dovuto considerarla una aggiuntina da conservare. Dulcis in fundo (65- 100& più) sono i miei preferiti, i nonnini di Italia. Son quelli sempre pronti a sfornare parole di conforto e ad aiutare le famiglie con qualche soldo. Quelli che della crisi economica danno la colpa al cellulare e al computer. Si perché loro da piccoli a scuola non ci sono andati tanto, ma lavoravano, eppure tanto. Cosi un giorno dopo tanto lavoro gli e' stata data la pensione, giustamente dico io come si dovrebbero mantenere altrimenti?
C' e' un piccolo problema come fare a mantenere 13 milioni di anziani, e 18 milioni tra studenti e disoccupati in un paese di 60 milioni di persone? Per cercare di risolvere questo problema paragoniamo l' Italia ad una famiglia in cui ogni componente rappresenta dieci milioni di persone tre componenti della famiglia hanno un lavoro, e tre non ce l'hanno. Se per esempio tre componenti della famiglia fossero adulti e tre fossero bambini per sempre, questo sarebbe fattibile nel senso che basterebbe che ognuno di loro dividesse il proprio redditto con un bambino della famiglia ipotizzando che il redditto sia 3000 e il consumo dei bambini la meta degli adulti: 500 a testa. A complicarci la situazione pero c’e’ il fatto che gli adulti diventano nonni, e i bambini diventano adulti. Per farla breve: Al momento nella Famiglia Italia abbiamo un bambino piccolo, e due nonni che non possono lavorare. Nel frattempo c’e’ un papa che lavora ma che sta per andare in pensione una mamma che lavora saltuariamente (anche se cio’ accade raramente nella realta’ italiana) e un fratello maggiore che ha appena iniziato a lavorare. Sapendo che presto mamma e papa’ saranno nonni e avranno bisogno di una pensione, sapendo inoltre che nonno e nonna saranno ancora vivi come amministriamo le 3000  euro di reddito? Dobbiamo dare 1000 a nonno con nonna come pensione. Dobbiamo metterne un po’ da parte per quando mamma e papa saranno anziani e non potranno più lavorare 1000. Dovremmo darne un po da consumare al piccoletto perché possa crescere grande e farsi una famiglia 1000. Distribuendo cosi il reddito pero non abbiamo niente da consumare adesso. Cosa possiamo fare? Indebitarci? Nessuno vuol più prestar soldi all’ Italia, con questa distribuzione della popolazione c’e’ troppa probabilità che i soldi non tornino mai indietro. E allora? Come si fa? Di nuovo : COME POSSIAMO SALVARCI????
1)     Diamo meno ai nonni, e questo vuol dire a tutti i nonni: politici, senatori a vita, consiglieri regionali, sacerdoti, vescovi, Medici e Generali. Se hai più di 60 anni e sei in pensione la tua pensione dovrebbe essere sufficiente a vivere bene indipendentemente dal fatto che tu sia stato il generale della guardia di finanza o abbia spalato letame per 40 anni. Alla fine chi ha lavorato di piu’ infatti e’ il secondo ma entrambe hanno gli stessi bisogni, riposo, relax, e godersi la vita.
2)     Usiamo bene i soldi pubblici con investimenti produttivi :la scuola e’ la risorsa principale per una nazione non si può sperare in un futuro roseo quando gli investimenti in Ricerca e sviluppo sono sotto l’1% del PIL. E come se la nostra “Famiglia Italia” stesse conservando per il piccolo 30 euro su 3000 di reddito. Questo non puo’ bastare: In Italia si studia come si studiava 100 anni fa, nonostante google, nonostante wikipedia, nonostante il PC qui non e’ cambiato niente.  I prof Universitari sono come un elite’ del sapere che contrasta gli studenti anzi che aiutarli. Gli insegnanti sono sottopagati e schiacciati dalle continue pressioni della societa’ mentre il ruolo di educazione delle nuove generazioni sfugge sempre di più alle famiglie e passa sempre più alle istituzioni.
3)     Sprechi. Non si può sprecare. Creare una coscienza civica che non solo eviti lo spreco ma lo ammonisca lo penalizzi lo consideri un disastro sociale e un fatto grave e’ un dovere di tutti noi Italiani. Abbiamo bisogno non solo di sentirci parte attiva di questo progetto ma capaci di cambiare tante cose con piccoli gesti che vanno dal non buttare carte per strada, non prendere il pullman senza il biglietto sino a pagare le tasse, premere perché i dipendenti pubblici facciano il loro dovere usando tutti i mezzi a nostra disposizione. L’impiegato pubblico che ruba dovrebbe sentirsi come il ladro che vi entra in casa. Un vile. Un fallito. Un vigliacco.  Lo stato deve farci sentire la sua giustizia, non come qualcosa di separato ma come parte reale della società di cui noi siamo il fulcro.
4)     Inventiamoci. Pensiamo. Non diamo tutto per scontato. Prima che il fax la televisione e il pc fossero inventati qualcuno ha sentito la loro necessita’ il loro bisogno, qualcuno ha osservato i possibili utilizzatori e ha capito quanto questo poteva aiutarli. Non fermiamoci a considerare la nostra realta’ come data. Creiamo innoviamo anche nelle piccole cose, anche semplicemente condividendo le nostre idee per trovare accordi e disaccordi un po’ come io ho appena fatto. Solo attraverso questa comunicazione di idee si e’ arrivati al mondo cosi come noi lo conosciamo. Incentiviamola.
Ora tornerò al mio posto, con quel restante 26% della popolazione pronto a dover espettare per trovare un lavoro sicuro in attesa che qualcosa cambi.


(dati http://demo.istat.it/pop2011/index.html)